La Cartolina da La grotta del Romito

Io resto in Calabria COPERTINA049TER

….Ed ecco la prosecuzione della campagna di sensibilizzazione alla conoscenza dei Tesori della nostra Calabria. La cartolina odierna sottolinea la storia plurimillenaria della nostra regione e con il particolare della “Grotta del Romito” che qui è proposto, se ne vuole dare la più evidente delle prove.
Si tratta di un sito risalente al Paleolitico superiore contenente una delle più antiche testimonianze dell’arte preistorica in Italia, e una delle più importanti a livello europeo; un’importanza di livello europeo legata all’abbondanza di reperti paleolitici, che coprono un arco temporale compreso tra 23.000 e 10.000 anni fa, e che hanno consentito la ricostruzione delle abitudini alimentari, della vita sociale e dell’ambiente dell’ Homo sapiens.
Il sito archeologico, situato in località Nuppolara nel comune di Papasidero, in provincia di Cosenza, è attualmente visitabile grazie all’intervento dell’Istituto Italiano di Archeologia Sperimentale, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica della Calabria ed il comune di Papasidero.
Sul posto sono stati infatti realizzati interventi atti a garantire l’accesso alla grotta (passerelle, impianti di illuminazione) e la fruizione integrata del sito archeologico (guide audio multilingue, materiali didattici per bambini). Il sito è altresì corredato di un antiquarium, dove sono esposti alcuni reperti.
All’esterno si trovano alcune incisioni rupestri, tra le quali la più importante è un graffito raffigurante due bovidi (Bos primigenius – qui in foto), e tracce di antiche sepolture, risalenti ad almeno 10.500 anni fa.
Il ritrovamento del graffito è avvenuto nel 1961, è stato datato dagli esperti come appartenente al Paleolitico superiore. Una riproduzione dell’originale si conserva al Museo Nazionale di Reggio Calabria. Altri reperti sono esposti al Museo e istituto fiorentino di preistoria.
All’interno del sito è altresì presente uno strato risalente all’età Neolitica nel quale si ritrovano grosse quantità di ossidiana. Tale ritrovamento è all’origine dell’ipotesi secondo la quale la grotta fosse anticamente una base intermedia per il commercio dell’ossidiana tra Tirreno e Ionio…..

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